Ieri sera ho partecipato all’anteprima streaming di Ulysses: A Dark Odyssey pellicola diretta da Federico Alotto, che mette in scena la storia di Ulysses, un militare che rientrato dal fronte, porta nel corpo e nell’anima i segni della guerra, che prova in tutti i modi a dimenticare.

La storia di un Ulisse moderno

Ambientato nella distopica e fumettistica Taurus City (una Torino dark e misteriosa), corrotta dalla dittatura del potente Michael Ocean, Ulysses: A Dark Odyssey prende le mosse dal momento in cui Nessuno, tornato a casa, scoprendo che Penelope, sua moglie, è scomparsa.

Ogni uomo ha un viaggio da compiere, un bisogno intrinseco di andare avanti che lo porta inevitabilmente a tornare indietro, verso casa, verso i propri affetti.

Inizia così la sua personale Odissea alla ricerca della donna amata, insieme al compagno d’armi e fedele amico Niko. Il loro viaggio approda a Taurus City, città dalla bellezza corrotta e psichedelica, incontrando via via figure inquietanti e surreali: il dio dei venti Aeo, il kebabbaro Pòpov, la misteriosa e affascinante transessuale Hermes, l’ammaliante maitresse Cici, l’attraente Kaly, The Seer (Skin), l’oracolo che aiuterà il protagonista a rievocare il suo passato, e il martoriato Alcyde che darà una mano a Ulysses a conquistare la sua meta.

Ognuno di queste pittoresche e singolare figure riconsegnerà a Ulysses un tassello della sua storia. Tutte queste avventure lo accompagneranno fino all’ultima e inesorabile scelta.

Il protagonista del film è interpretato da Andrea Zirio che ha preso parte a “Richard the Lionheart: Rebbellion” di Stefano Milla.

Il suo antagonista, Michael Ocean, è impersonato da Danny Glover che è conosciuto principalmente per aver partecipato ai quattro film di “Arma letale”, ma ha lavorato con registi del calibro di Steven Spielberg ne “Il colore viola” (1985).

E’ un film ben riuscito: un ibrido che mescola mito, sci-fi, poliziesco, thriller e love story, utilizzando il capolavoro omerico come scheletro per rileggerlo in chiave moderna. Con gli occhi del registra Alotto e mai intellettualista, fa riferimento e cerca rivivere l’impatto psicologico e introspettivo del libro di James Joyce, senza mai appesantire la narrazione che intrattiene lo spettatore.

Regia talentuosa. Colonna sonora coinvolgente. Stile molto dark. Cast variopinto e convincente. 

Tirando le somme Ulysses – A dark Odyssey, la cui sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Federico Alotto insieme al protagonista Andrea Zirio e a James Coyne (Sherlock Holmes III, Tekken, Treasure Island, Vikingdom), è un’opera prima che merita di essere vista e che ha il pregio di essere capita anche fuori dai confini italiani, non solo perché affonda le radici in una delle opere classiche più note al mondo, ma anche perché tratta di argomenti universali e la stessa città di Torino, seppur riconoscibile, sa palesarsi agli occhi degli spettatori come il dipinto di una qualsiasi città in un mondo che sta sempre più andando a rotoli.

Intrigante, inoltre, il finale, che sa richiamare l’idea di una circolarità e di quel bisogno intimo di tornare là dove tutto è iniziato, là dove un tempo ci si sentiva e si era davvero a casa.

Quote migliori:

L’amore ama amare l’amore

La libertà non è data. Te la devi prendere. 

Sei come un libro con le pagine tutte in disordine.

Al cinema dal 14 giugno, distribuito e prodotto da Adrama con il sostegno di FCTP Film Commission Torino Piemonte.


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