Finalmente è uscito il nuovo album di Tiziano Ferro, Il Mestiere della Vita. Cambia, rimanendo sempre se stesso. Questo è il Tiziano che conoscevo e che ho sempre apprezzato fin dal suo primo lavoro in studio. 13 nuove tracce, che fanno emozionare e brillare gli occhi ad ogni ascolto.

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Ci sono voluti ben 5 anni (l’ultimo disco di inediti completo era L’amore è una cosa semplice) ma ce l’abbiamo fatta, l’artista originario di Latina è tornato con quello che potrebbe essere il disco più ambizioso della sua carriera.

Anticipato dall’uscita del singolo di lancio Potremmo ritornare, Il mestiere della vita contiene diverse collaborazioni (fra cui il secondo singolo insieme a Carmen Consoli) e testi di Emanuele Dabbono e Raige.

Il disco si sviluppa su diverse direzioni sonore e ha il grandissimo pregio di raccogliere tutto il meglio che Tiziano ha seminato nel corso della sua straordinaria carriera, rimaneggiandolo e modernizzandolo per trasformarlo in un puro strumento radiofonico, immediato ed efficace. Dimenticate però le sonorità elettroniche utilizzate nel Pop delle recenti uscite italiane: dietro ai synth de Il Mestiere della vita, quando presenti, ci sono testi ben costruiti, una ricerca musicale raffinata e molti di spunti interessanti ed originali.

Tre sono essenzialmente gli stili che Tiziano Ferro ha fatto convergere nel disco: c’è il pop melodico all’italiana, c’è l’R&B con cui il cantante è nato artisticamente ai tempi di Rosso Relativo e 111, e infine c’è un elettronica posata e mai invadente: 13 pezzi totali, per un’oretta di musica che scorre tranquilla (a parte delle lacrime causate da alcune situazioni che sto vivendo) in breve tutto quello di cui il pop italiano sentiva il bisogno.

Il Mestiere della Vita, è quasi un capolavoro: il primo singolo Potremmo ritornare, per esempio, è lo stereotipo della ballad con la base pianoforte e chitarra all’italiana, ed è il brano che meno mi ha colpito ed emozionato, tant’è vero che l’intro è uguale a Lato destro del cuore di Laura Pausini; Epic, per quanto ben prodotta, è un po’ tamburata italo/inglese (idealmente è l’Iconic di Rebel Heart di Madonna); in parallelo, Ora Perdona ha il sapore della filler e della Stop! Dimentica 2.0.

Il disco, rappresenta Tiziano al 100%, in tutte le sue sfumature: ci sono i testi profondi e strappalacrime diventati suo marchio di fabbrica (Il mestiere della vita è un diamante), le strizzate d’occhio all’R&B internazionale (l’intro di Lento/Veloce sembra un omaggio al Timbaland dei tempi passati) ma anche un po’ di nostalgico (My Steelo, con redivivo Tormento dei Sottotono). Il vero capolavoro dell’album è per me “Solo” E’ Solo Una Parola, inizialmente una marcia melodica che si trasforma in un masterprice, con gli hit hat che insieme agli archi e pianoforte formano un groove senza tempo.

Molti potranno dire il contrario, ma ci troviamo di fronte ad uno dei più grandi ed ultimi artisti pop in Italia in grado di scrivere pezzi (e interi album) che suonino fin da subito come dei classici. Il mestiere della vita, nonostante non sia completamente perfetto, è per me uno degli album italiani del 2016 più ricco ed emozionante, insieme ad esempio l’album di Boosta “La Stanza Intelligente” uscito il 28 Ottobre. Grazie TZN.

BRANI MIGLIORI: Epic, “Solo” è solo una parola, Il mestiere della vita, Ora perdona.. e vabè mica le posso scrivere tutte?
VOTO: Nove ½/10

TRACKLIST

01. Epic
02. “Solo” è solo una parola
03. Il mestiere della vita
04. Valore assoluto
05. Il conforto feat Carmen Consoli
06. Lento/veloce
07. Troppo Bene (per stare male)
08. My Steelo feat Tormento
09. Potremmo ritornare
10. Ora perdona
11. Casa è vuota
12. La tua vita intera
13. Quasi quasi

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Vorrei ricordare che l’album Il Mestiere della Vita è disponibile in download su Amazon e iTunes al prezzo di 9,99€ ed acquistabile nella versione “fisica” a 16,72€, ed in vinile a 18,00€.

Nel corso della prossima estate, Tiziano Ferro partirà con un nuovo Tour Stadi 2017 che lo porterà a toccare l’Italia da nord a sud, iniziando da Lignano Sabbiadoro (domenica 11 giugno, Stadio Comunale G. Teghil) per poi proseguire con Milano(venerdì 16 e sabato 17 giugno, Stadio San Siro), Torino (mercoledì 21 giugno, Stadio Olimpico Grande Torino), Bologna (sabato 24 giugno, Stadio Dall’Ara), Roma(mercoledì 28 e venerdì 30 giugno, Stadio Olimpico), Bari (mercoledì 5 luglio, Arena della Vittoria), Messina (sabato 8 luglio, Stadio San Filippo), Salerno (mercoledì 12 luglio, Stadio Arechi) e Firenze (sabato 15 luglio, Stadio Artemio Franchi).

 

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