Organizzazione no profit: nel linguaggio economico, si tratta di un’organizzazione senza fini di lucro, ovvero che reinveste i propri profitti completamente nell’attività svolta, e i cui membri o dipendenti non ricevono stipendio. Ne possono esistere in vari settori, soprattutto nei campi dell’assistenza sociale, della cultura, della sanità e della cooperazione internazionale.

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La maggior parte delle associazioni no profit nei suddetti ambiti porta avanti i propri obiettivi tramite donazioni da parte di imprese, istituzioni e cittadini interessati ad una determinata causa sociale. Altre, come Greenpeace, sono apolitichee si finanziano esclusivamente con i contributi dei singoli individui. Le donazioni inoltre, non sono sempre di valore monetario: un esempio ne è l’AVIS, che incoraggia donazioni di sangue per curare pazienti che ne abbiano la necessità.

In ambito di progetti di cooperazione allo sviluppo da citare è Save The Children, nel campo della ricerca scientifica agisce Telethon e ancora, per l’ambiente agiscono enti come il World Wide Fund For Nature (WWF), chegrazie al supporto di 5 milioni di persone lavora in circa 100 paesi a fianco delle comunità locali.

Più in generale, potremmo distinguere cinque differenti tipi di organizzazioni private che operano senza fini economici con finalità solidaristiche: le organizzazioni non governative, le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali, le associazioni di promozione sociale e le fondazioni ex bancarie. Andiamo ora ad analizzarle singolarmente:

  • Le organizzazioni non governative– le ONG – sono quelle il quale operato è svincolato da quello del governo dello Stato di appartenenza,e indipendente dalle organizzazioni governative internazionali.
  • Le cooperative socialipossono essere di due tipologie: Sezione A, cooperative sociali che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativie Sezione B, Cooperative sociali che gestiscono attivita’ diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi, finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate).
  • Le organizzazioni di volontariatosono definite, negli articoli 2 e 3 della legge 266: “ogni organismo liberamente costituito” che si avvale dell’attività di volontariato, che “deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà”.
  • Simili sono le associazioni di promozione sociale, che di differente dalle precedenti hanno la possibilità di ricompensare i propri soci e la valenza reciproca dei servizi.
  • Le ex fondazioni bancarie sono enti no profit con personalità giuridica, privata e autonoma che hanno esclusivamente come scopo l’utilità sociale e la promozione dello sviluppo economico.

Dopo aver individuato il tipo di associazione da costituire in base a missione da compiere, destinatari a cui rivolgersi, al tipo di attività da realizzare e alla natura dell’attività, si può procedere con la costituzione dell’associazione. Nel momento della fondazione dell’organizzazione, si effettua la scrittura dell’Atto Costitutivo e dello Statuto, i documenti che stabiliscono il contratto con cui i soci fondatori danno vita all’associazione.

Sono vari gli strumenti a disposizione di una no profit per espletare la propria attività, garantendo una migliore gestione e quindi un miglior uso delle risorse. Anche l’attività di “marketing”, ossia il far conoscere la propria attività e la propria mission, è importantissima: in questo modo, infatti, è possibile attirare nuovi soci e più donazioni, riuscendo quindi a espandersi e a perseguire meglio il proprio scopo.

Per quanto riguarda la strutturadi una no profit sono tre gli organi più importanti: il Presidente, il Consiglio Direttivo e l’Assemblea dei Soci. Il Presidente svolge il compito di dirigere l’ente e le attività previste, e può talvolta essere affiancato da un Vicepresidente e un Segretario. Il Consiglio Direttivo ha il compito di redigere un rendiconto economico consuntivo entro 4 mesi prima della chiusura del proprio anno sociale, secondo le modalità stabilite dallo Statuto dell’Associazione, annotando tutte le entrate e le uscite dell’associazione – come ad esempio i beni, le quote associative, i contributi, le donazioni, le spese di acquisto delle attrezzature etc -; inoltre ha il compito di scrivere una ‘redazione di missione’ che descrive le attività svolte nel corso dell’anno. I due documenti descritti devono infine essere approvati dall’Assemblea dei Soci.