Facebook ha annunciato che il 12 Aprile, in occasione dell’annuale conferenza di Facebook F8, il programma Instant Articles verrà reso disponibile per tutti gli editori indipendentemente dalla loro dimensione e ovunque nel mondo.

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Fino ad oggi, hanno collaborato con poche centinaia di editori in tutto il mondo per realizzare un’esperienza di lettura incredibilmente rapida e immersiva su Facebook, in Italia con La Stampa, Il Corriere e Il Fatto Quotidiano. In parallelo al lavoro di miglioramento di Instant Articles, hanno anche lavorato alla creazione degli strumenti necessari all’apertura di Instant Articles.

“Abbiamo costruito Instant Articles per rispondere ad un problema specifico”, rispondono gli sviluppatori interni a Facebook – “il caricamento lento di pagine web da mobile rende infatti problematica per le persone la fruizione delle news dai propri smartphone”. Questo è un problema che riguarda gli editori di qualsiasi dimensione, specialmente quelli che si rivolgono ad un pubblico per cui una connessione lenta rappresenta un problema. Partendo da questo presupposto, fin dall’inizio il loro obiettivo è stato quello di poter rendere disponibile Instant Articles per tutti gli editori.

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Con Instant Articles, gli editori avranno il pieno controllo sull’aspetto delle storie, dei dati e della pubblicità. Inoltre ci sarà la possibilità di vendere gli spazi pubblicitari in modo diretto e di trattenere quindi il 100% dei profitti, di tracciare i dati sugli annunci pubblicati tramite i propri sistemi di misurazione pubblicitaria, o la possibilità di monetizzare i contenuti attraverso Facebook Audience network. In aggiunta, gli editori potranno utilizzare i sistemi analitici, già esistenti, basati sul web per tracciare il traffico degli articoli o utilizzare i provider di terze parti. Tutto questo accedendo ad una suite completa di strumenti multimediali per la creazione di storie dinamiche e interattive, che verranno caricate velocemente ovunque su Facebook, indipendentemente da dove si trovino i lettori nel mondo.

E restando in tema di pubblicità, ultimamente alcuni editori si sono lamentati delle condizioni troppo restrittive per inserire annunci adv all’interno degli Instant Articles. Su una pagina, infatti, i formati devono essere separati da un minimo di 350 parole e, se l’articolo è composto soprattutto di immagini o video, le campagne non possono eccedere il 15% dell’intero contenuto. A queste condizioni, gli spazi effettivamente utilizzabili al’interno di una pagina sono molti di meno rispetto a quelli presenti in un articolo ospitato sul sito dell’editore.

Il format degli Instant Articles, estremamente pulito ed essenziale, rimuove tutti quei link che sono utili per far circolare traffico all’interno del sito dell’editore, ad esempio link che indirizzano ad altri articoli, che promuovono abbonamenti o che invitano ad iscriversi a newsletter. Di fatto sottraendo agli editori click secondari o altre possibilità di monetizzazione non strettamente pubblicitarie.

Resta insomma il dubbio se gli Instant Articles possano effettivamente essere uno strumento utile per gli editori, o invece qualcosa che si dovrà usare necessariamente, pena il rischio di rimanere indietro.

A questo link sono disponibili maggiori informazioni qui.
Per informazioni aggiuntive o per conoscere i requisiti tecnici di Instant Articles, la documentazione è disponibile qui.

 

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